La legge di Bilancio 2018 (Art. 1, cc. 100-108 e 893-894) contiene disposizioni che incentivano l’assunzione di lavoratori under 30. Viene infatti riconosciuta ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato un under 30 una riduzione contributiva del 50% praticabile per 3 anni, fino ad un massimo di 3 mila euro annui (premi e contributi INAIL da pagare comunque). Limitatamente all’anno 2018, l’incentivo è esteso alle assunzioni di under 35. In generale, sono incentivate esclusivamente le assunzioni di soggetti non già occupati a tempo indeterminato presso lo stesso o altro datore di lavoro. Non rilevano eventuali periodi di apprendistato svolti senza che il rapporto sia proseguito a tempo indeterminato alla fine della formazione.

LE CONDIZIONI 

L’incentivo è praticabile da quei datori di lavoro che non abbiano effettuato, nella stessa unità produttiva nei 6 mesi precedenti, licenziamenti individuali economici o licenziamenti collettivi. In base alla stessa logica, l’incentivo viene revocato se nei 6 mesi successivi l’assunzione si procede a licenziare per giustificato motivo oggettivo il medesimo lavoratore o altro lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con la medesima qualifica del lavoratore assunto con l’incentivo. L’incentivo trova applicazione, con le stesse regole, anche qualora un datore di lavoro decida di trasformare a tempo indeterminato un contratto a termine, sempre che il lavoratore sia in possesso del requisito anagrafico (under 35 e dal 2019 under 30) alla data della conversione.

Inoltre, la stessa riduzione contributiva del 50% con il limite annuo di 3 mila euro vale, ma limitatamente ad un periodo di 12 e non di 36 mesi, anche nei casi in cui si proceda a trasformare un contratto di apprendistato in rapporto a tempo indeterminato, sempre che il giovane non abbia compiuto 30 anni alla data di prosecuzione.

Sulla falsariga dell’incentivo già previsto dalla legge di bilancio 2017, la riduzione contributiva si trasforma in esonero contributivo assoluto valido per 3 anni, tuttavia sempre nel limite di 3 mila euro annui e fermi restando i requisiti di età, qualora le assunzioni a tempo indeterminato riguardino giovani che hanno conseguito il proprio titolo di studi da non oltre 6 mesi e che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro attività in regime di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato di I° o III° livello. Infine, nelle regioni del Mezzogiorno in presenza di apposite misure di finanziamento previste dai programmi comunitari finanziati con i fondi strutturali l’esonero potrà valere sempre al 100% per 3 anni, ma fino ad un tetto di 8.060 € anno, con riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato di under 35 oppure di over 35 purché privi di un impiego regolarmente retribuito da 6 mesi.

 

 

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