casa-con-soldi-Quale futuro per l’edilizia? Hanno cercato di rispondere a questa domanda le parti sociali che hanno partecipato alla prima Tavola rotonda del XXVIII Congresso Nazionale dell’Istituto Nazionale d’Urbanistica sul tema “Il ruolo delle professioni e delle associazioni nel governo del territorio”.

Antonio Gesummaria, presidente Federabitazione Campania, intervenuto ai lavori, si è focalizzato sulla crisi del settore e sulle opportunità che le cooperative edilizie potrebbero cogliere.

“La situazione dell’edilizia abitativa rispecchia lo stato di crisi che ha colpito l’economia a partire dal 2008. Gli investimenti complessivi in costruzioni dal 2008 al 2012 hanno subito un calo del 25,8%. A soffrire di più in questi anni è stata la produzione di nuove abitazioni che ha perduto il 44,4% del suo valore reale e si è quasi dimezzata. A ciò si aggiunge la riduzione della spesa delle famiglie che in questo stesso periodo ha superato la soglia del 30%, con gravi ripercussioni sulla domanda di abitazioni che non potevano non investire anche le cooperative edilizie. In tale scenario tutt’altro che tranquillizzante, per le cooperative possono aprirsi nuove prospettive. La strada è intercettare, oltre alla domanda abitativa tradizionale, anche quella nuova, rappresentata dalla mobilità sociale, dai lavoratori immigrati e dalle altre categorie di cittadini, con un’idea moderna di “casa” secondo la società del nostro tempo. In altri termini, nel realizzare i programmi edilizi, bisogna riuscire ad essere anche e soprattutto costruttori di comunità, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini” ha esordito Gesummaria.

Gesummaria non ha taciuto il bisogno di un nuovo modo di intendere l’edilizia che dovrà puntare su una razionalizzazione dell’uso degli spazi, con un occhio verso le emergenze sociali – legate anche alla precarietà abitativa –  e la protezione dell’ambiente. In questo contesto rientra il “Piano nazionale per lo sviluppo delle città” che recepisce parte dei principi e delle proposte da tempo portate avanti dalla Federazione.

Si tratta di una serie di misure orientate alla riduzione del consumo del suolo, alla riqualificazione edilizia, all’efficienza energetica e all’housing sociale, punti cardine del Piano e per i quali sono previste agevolazioni, sia sul piano fiscale che su quello urbanistico.

In particolare, l’housing sociale si pone come baluardo per l’edilizia di domani, ma necessita di una serie di interventi, tra cui la messa a disposizione di immobili pubblici dismessi o in via di dismissione, l’utilizzo della leva fiscale, oltre che l’adeguamento della normativa sulle locazioni. Gesummaria ha poi concluso illustrando tutte le altre iniziative della Federazione.

Erano presenti ai lavori: Armando Zambrano, presidente CNI, Ferruccio Favaran CNA (un delegato); Andrea Sisti del Consiglio Nazionale Agronomi, Eduardo Zanchi di Legambiente, Alessandro Cherio dell’ANCE. Coordinatore Federico Oliva, Presidente Nazionale INU.