mafiaAlla luce dell’ennesimo scandalo mediatico sul rapporto tra cooperazione sociale e malavita, riportiamo il comunicato della cooperativa Ambiente solidale di Napoli, che si occupa di riciclo, inserendo nel mondo del lavoro persone disagiate.

Dai rifiuti al riscatto sociale: una strada possibile

L’esperienza di Ambiente Solidale 

Se da un lato l’inchiesta di “mafia capitale” getta nuova luce sul traffico dei rifiuti gestito dalle organizzazioni criminali, dall’ altro non si può non sottolineare come esistano realtà positive che partono proprio dalla raccolta di alcune tipologie di rifiuti per promuovere legalità lavoro e solidarietà. Si pensi in tal senso alla cooperativa sociale Ambiente Solidale, operante a Napoli per l’inserimento socio – lavorativo delle categorie svantaggiate.

«Coniugare lo sviluppo ambientale con la creazione di nuove possibilità di occupazione per fasce deboli della popolazione nel pieno rispetto del territorio circostante». Questo lo spirito e la vocazione della Cooperativa Sociale ONLUS “Ambiente Solidale” che, come spiega il suo presidente Antonio Capece, opera nel settore della raccolta e del trasporto di rifiuti speciali, riuscendo da un lato, a trasformare i rifiuti in risorsa, e dall’altro, a dare una seconda possibilità a persone abitualmente escluse dal mercato che così vengono reintegrate nel tessuto sociale».

«Ci occupiamo dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, come ex detenuti ed ex tossico dipendenti, per dare loro dignità e una chance di riscatto. Da sempre -continua Capece- siamo in prima linea per la legalità, la trasparenza e la partecipazione. Ecco perché, d’intesa con Asia e Comune, attraverso il nostro lavoro è stato costituito quest’anno un fondo sociale di circa 50 mila euro a favore della Caritas Diocesana di Napoli che opererà per combattere l’emergente povertà».

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